LE PAROLE venerdì 20.02.2009 - L'UNIONE SARDA
Il neo presidente incontra il premier e guida la delegazione dei parlamentari
Oggi il disegno di legge in Consiglio dei ministri, tempi ristretti
Sbarca in Consiglio dei ministri il disegno di legge sui due seggi sardi per il Parlamento europeo.
(ENRICO PILI) ROMA - I seggi europei per la Sardegna sono in bilico. Ci vorrà un formidabile lavoro di squadra, in questa corsa contro il tempo, perché anche i sardi possano avere i loro parlamentari europei - i posti sarebbero due - nella legislatura che comincerà alla fine di giugno. Il premier Silvio Berlusconi, che ieri ha incontrato il neo presidente della Regione, Ugo Cappellacci, si è impegnato perché il disegno di legge che assegna alla nostra regione due seggi al parlamento europeo di Strasburgo viaggi a velocità sostenuta: questa mattina, il disegno di legge sulla Sardegna redatto dal ministro Roberto Calderoli sarà esaminato dal Consiglio dei ministri, un primo passaggio prima degli altri, più complessi, alla Camera e al Senato.
IL VERTICE Ieri pomeriggio, il presidente della Regione e i parlamentari sardi del centrodestra hanno incontrato il ministro Calderoli, titolare del dicastero della Semplificazione normativa, autore del testo dei disegno di legge che assegna, appunto, due seggi a Strasburgo anche alla Sardegna, cancellando definitivamente quella battaglia - puntualmente persa - con l'isola maggiore, la Sicilia. Battaglia persa per un semplice, aritmetico conto dei voti: i siciliani che votano sono quasi 5 milioni, contro il milione e 430 mila sardi. «Non avete certo un numero così basso di consiglieri regionali - questa la battuta del ministro leghista, ieri pomeriggio, in avvio del confronto - ma tutto il Governo è d'accordo perché la Sardegna abbia i suoi rappresentanti in Europa, è una vecchia questione rimasta aperta per troppo tempo. Cerchiamo di porvi rimedio». Di fronte al ministro Calderoli, i senatori Fedele Sanciu, Piergiorgio Massidda e Romano Comincioli e i deputati Settimo Nizzi, Salvatore Cicu, Mauro Pili, Paolo Vella, Bruno Murgia e Piero Testoni. Tutti sono intervenuti, con l'obiettivo di spingere perché i tempi si accorcino. L'ottimismo è d'obbligo, nonostante le difficoltà che presenta l'operazione.
IL PRESIDENTE Per Cappellacci, alla sua prima uscita romana dopo l'elezione, «è stato messo in piedi il primo ponte fra la Sardegna e Palazzo Chigi, ecco di cosa parlavamo con il presidente Berlusconi nel corso della campagna elettorale». Creare un collegio europeo per la Sardegna «non sarà facile, i tempi sono ristretti», però il governatore ci teneva a guidare questa spedizione «il cui obiettivo potrebbe essere osteggiato in qualsiasi modo dai parlamentari della Sicilia».
INSULARITÀ Al termine del confronto, Calderoli e Cappellacci si sono intrattenuti una mezz'ora per discutere di insularità, questione rimasta aperta dopo il varo del federalismo fiscale. Quell'operazione di riequilibrio per «recuperare lo svantaggio provocato alla Sardegna dall'essere un'Isola», aveva detto Berlusconi un mese fa, ora deve essere "riempita" di contenuti. Cappellacci e il ministro si rivedranno nelle prossime settimane, dalla Regione le proposte «non mancano, ci sono già, abbiamo le idee chiare».
«MASSIMO RISPETTO» Fra il vertice con Calderoli e l'incontro con Berlusconi (dal quale sono arrivati complimenti e auguri di buon lavoro), il presidente Cappellacci ha avuto modo di concentrarsi su questioni più politiche. «Ho saputo che Renato Soru ha deciso di restare in Consiglio regionale, lo chiamerò presto per manifestargli il mio rispetto», dice, «riconosco in lui il leader dell'opposizione e so che con lui il confronto sarà costante e corretto». Un messaggio che consegna all'archivio le durissime polemiche dei 45 giorni di campagna elettorale. In attesa di quelle - inevitabili - che produrrà il confronto in Aula.
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I FATTI sabato 28 febbraio 2009 - L' AltraVoce.net
L'Isola dice addio a Strasburgo. Il Governo snobba la Sardegna parlamentari sardi, unità inutile.
(Cinzia Isola) Sembra ormai sfumato il sogno di ottenere una rappresentanza della Sardegna a Strasburgo. A nulla è valsa la convergenza trasversale dei deputati e senatori sardi. All'amico elettorale dei sardi, all'onnipresente in campagna elettorale Silvio Berlusconi, non gli importa un granché se a sedere sui banchi del parlamento europeo ci sia o meno un sardo. Il tempo per tentare la corsa alla conquista di due seggi regionali è scaduto.
La denuncia arriva dal senatore Pd Francesco Sanna: «A distanza di 15 giorni dall'affossamento dell'emendamento del Pd al Senato sulla separazione della Sardegna dalla Sicilia, nella legge elettorale per le europee, e dall'annunciato disegno di legge del Governo sull'istituzione della circoscrizione Sardegna, nemmeno nel consiglio dei ministri di oggi c'è traccia del provvedimento».
Per Sanna, «bisogna amaramente prendere atto che da parte del Governo si è trattato di un annuncio fatto con leggerezza che si è rivelato privo di reale volontà politica. Il tempo per sanare la grave disparità che priva la Sardegna di essere rappresentata nel Parlamento europeo è ormai scaduto e chi si è assunto la responsabilità di tale atto ne risponderà politicamente dinnanzi alla società sarda».
Per la verità, non sarà certamente l'ennesimo voltafaccia del presidente “amico” Silvio Berlusconi, a far vacillare il fedele sostegno che la maggioranza dei sardi ha voluto tributargli in occasione delle recenti elezioni regionali. Il tema non era neppure all'ordine del giorno, nessun punto programmatico prevedeva un impegno preciso da parte del Governo. Neppure il Psd'az, nel formulare i 12 punti programmatici dell'alleanza col centrodestra lo aveva preso in esame.
Fin dal primo momento, quindi, la gita Romana del 19 febbraio scorso del neo eletto presidente della Regione, Ugo Cappellacci, era palesemente pro forma. Certo, incontrò realmente il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, per parlare del collegio unico per la Sardegna per le elezioni europee. In ballo c'era un disegno di legge sull'argomento da presentare il venerdì successivo in Consiglio dei ministri.
Una strada da percorrere tutta in salita. Persino nella fedele cronaca dell'inviato dell'Unione Sarda si tirò il freno: “I seggi europei per la Sardegna sono in bilico”, era stato l'esordio. “Ci vorrà un formidabile lavoro di squadra, in questa corsa contro il tempo, perché anche i sardi possano avere i loro parlamentari europei - i posti sarebbero due - nella legislatura che comincerà alla fine di giugno”.
E infatti: il Consiglio dei ministri non ha approvato alcun disegno di legge istitutivo della circoscrizione Sardegna. Anche in quella occasione il senatore sardo del Partito democratico Francesco Sanna, denunciò l'immobilismo del Governo rispetto all'esigenza di dare una rappresentanza europea ai sardi: «Il governo non ha dunque assolto ad un impegno che aveva preso in aula al Senato, ma che era stato ampiamente confermato, ed amplificato sugli organi di informazione, in un incontro con i parlamentari Pdl e con il neoeletto presidente Cappellacci».
Ad aggravare la memoria corta dei sardi ci pensa quella cortissima dell'informazione fedelmente allineata. La notizia, ad oggi, è che il presidente del Consiglio non ha mosso un dito per riconoscere questo diritto alla Sardegna e ai sardi. Si dirà a chiare lettere? Chissà. La questione sembra irrimediabilmente giunta al capolinea senza esito. Nonostante la partita vedesse giocare con lo stesso obiettivo le due squadre in campo. Nonostante i proclami di amicizia sbandierati in ogni occasione utile dal Cavaliere. Utile per il suo tornaconto, ovviamente.
