sabato 15 maggio 2010

Eolico, indagato Cappellacci: i Pm "entrano" in viale Trento


di Anthony Muroni

Corruzione e abuso d'ufficio. Queste le ipotesi di reato della procura di Roma nei confronti del presidente della Regione Ugo Cappellacci. Ieri, a tarda sera, è arrivata la conferma. Da qualche giorno il governatore è stato iscritto nel registro degli indagati nell'inchiesta sul business dell'eolico e delle energie rinnovabili. Impossibile conoscere l'oggetto delle contestazioni. A mettere nei guai Cappellacci sarebbero state le frequentazioni con l'uomo d'affari Flavio Carboni.

fonte: http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/180677

Corruzione e abuso d'ufficio. Questi i reati ipotizzati dalla procura di Roma nei confronti del presidente della Regione Ugo Cappellacci. Ieri, a tarda sera, è arrivata la conferma. Da qualche giorno il governatore è stato iscritto nel registro degli indagati nell'inchiesta sul business dell'eolico e delle energie rinnovabili. Impossibile conoscere l'oggetto delle contestazioni. A mettere nei guai Cappellacci (e prima di lui il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini) sarebbero state le frequentazioni con l'uomo d'affari Flavio Carboni, 78 anni, originario di Torralba. Con loro sotto inchiesta ci sono anche il costruttore Arcangelo Martino, il magistrato tributario Pasquale Lombardi, il direttore dell'Arpas Ignazio Farris, il consigliere provinciale del Sulcis Pinello Cossu e il commissario dell'Ato Franco Piga.

LE INDAGINI Secondo le annotazioni dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma, trasmesse al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, Cappellacci e Carboni si sarebbero incontrati in almeno cinque occasioni. Due volte a Roma, nella casa di Verdini a piazza Venezia (presente anche il senatore Marcello Dell'Utri), una volta a Cagliari (al T hotel), un'altra a Suelli (nel corso di un pranzo consumato in un centro convegni) e un'altra ancora a Pula, nel corso di un convegno sul federalismo fiscale, alla presenza di magistrati di rilevanza nazionale. Almeno due di queste circostanze (Roma e Pula) erano state confermate nei giorni scorsi dallo stesso governatore: «Sono tranquillo. Carboni mi chiese di sottoscrivere un accordo di programma con la Regione sulle fonti energetiche alternative. Spiegai che non era possibile, che la precedente normativa lo consentiva, ma che l'avevamo modificata. E da allora non se ne parlò più».

IL CONVEGNO Sull'incontro al convegno organizzato dall'associazione “Diritti e libertà” (ne fanno parte gli altri indagati Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino, sospettati di voler avvicinare il magistrato cagliaritano Giangiacomo Pilia, per cercare di “addomesticare” un'inchiesta in corso) Cappellacci è stato ancora più netto: «Ho incontrato questo signore in un'occasione pubblica alla quale erano presenti magistrati di prim'ordine. Come posso pensare che sia considerato poco onesto anche solo incontrarlo?». Affermazioni che il presidente della Regione, criticato dall'opposizione per la sua “imprudenza”, ha sempre accompagnato da un concetto declamato con nettezza: «Chiedo di essere giudicato dai fatti. E questi dicono che la Giunta da me presieduta non si è piegata a nessuna speculazione. Nella mia breve esperienza da candidato e da governatore ho incontrato migliaia di persone. Non ho mai consentito a nessuno di mettere le mani nella marmellata. Anzi, tutti i vasetti, se ci si riferisce a energie rinnovabili e appalti, questo esecutivo li ha chiusi nell'armadio a doppia mandata».

IL TEOREMA La procura sembra pensarla diversamente: dà per probabile l'esistenza di un comitato d'affari coordinato da Carboni, che tentò di mettere le mani sul settore delle energie rinnovabili. Dalle carte emerge che questo interessamento è datato 2008. Tanto che dalle telefonate intercettate si apprende che l'uomo d'affari avrebbe cercato di avvicinare l'allora governatore Soru, tentando di arrivare a lui attraverso l'editore Carlo De Benedetti, sfruttando la sua personale amicizia con il defunto principe Caracciolo. Il tentativo non andò a buon fine e, nelle settimane successive, la situazione politica sarda precipitò. Soru si dimise e cercò un secondo mandato attraverso le elezioni di febbraio, nelle quali venne sconfitto dall'outsider Cappellacci. A quel punto Carboni cambia strategia e decide di chiedere a Verdini di presentargli il nuovo governatore. In questo passaggio la chiave dell'inchiesta, che ora ha un nuovo indagato eccellente.

Sabato 15 maggio 2010 17.57

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