sabato 24 luglio 2010

Suelli, l’incontro segreto per il patto sull’eolico inguaia Cappellacci

di Claudia Fusani



Fonte: http://unita.it/news/italia/101613/suelli_lincontro_segreto_per_il_patto_sulleolico_inguaia_cappellacci

Suelli, Sueddi in sardo, «subito dopo Senorbì», paesino di mille e cento anime, regione della Trexenta, provincia di Cagliari. E le parole di una dirigente della presidenza della Regione Sardegna che smentisce il suo governatoreo: la marcia indietro sull’eolico, e la presa di distanza dal gruppo di Carboni, arriva a marzo quando cominciano a trapelare sui giornali le prime notizie sull’inchiesta della procura di Roma. Non una scelta. Un alibi.

I guai arrivano spesso da dove meno te lo aspetti. Dai luoghi più insignificanti e dalle persone più fidate. I guai del governatore sardo Ugo Cappelacci (indagato per abuso di ufficio e corruzione), al di là del ruolo da «babbeo» e da «ingenuo» che il governatore ha deciso di ritagliarsi, arrivano proprio dal paesino della Trexenta e dalle parole di una sua stretta collaboratrice. Quello di Suelli è uno dei dettagli più intriganti della faccenda P3. Nel paesino in provincia di Cagliari, infatti, il 13 dicembre 2009 il governatore Cappellacci organizza e improvvisa un super vertice segreto con il gruppo di potere occulto: i referenti politici Verdini e Dell’Utri (accertamenti li indicano come soci di fatto di Flavio Carboni e nascosti dietro prestanome nelle società Karis e Karios 32), il consulente mediatore Marcello Garau e il tecnico della Regione Franco Piga. Per gli investigatori è l’incontro decisivo che sblocca la situazione per gli impianti eolici in Regione a favore di Carboni e soci.

La P3 ha cercato di infiltrarsi e di condizionare le istituzioni e la pubblica amministrazione in almeno tre regioni: Campania (Cosentino), Lombardia (Formigoni e Marra) e in Sardegna per la grande partita dell’eolico. Alle «attività di infiltrazione» del «gruppo di potere occulto» in Sardegna è dedicato il quinto capitolo dell’informativa finale dei carabinieri del Nucleo operativo di Roma, il più lungo, il più corposo. Anche questo tentativo è andato male, ma gli investigatori scrivono che tutto salta «in modo inatteso e per eventi imprevisti». A metà febbraio esplode infatti l’inchiesta sul G8 della procura di Firenze, un terremoto giudiziario e istituzionale che sembra spaventare Cappellacci e farlo desistere dall’idea di diventare in qualche modo socio in affari di Carboni &c. A febbraio 2010, secondo l’accusa, l’attività di infiltrazione aveva già prodotto almeno tre passi importanti: 1) la nomina di Ignazio Farris a capo dell’Arpa, l’agenzia regionale che si occupa di ambiente e quindi anche di eolico, su indicazione di Carboni che tramite Dell’Utri e Verdini aveva “convinto” il neo eletto governatore Ugo Cappellacci; 2) sul Credito cooperativo fiorentino, la banca di Verdini, erano già transitati assegni per centinaia di migliaia di euro da parte di una decina di società interessate all’affare (nella Karis e Karios 32 potrebbero esserci come soci occulti anche Verdini e Dell’Utri), le presunte tangenti per la mediazione dei politici; 3) Carboni e soci avevano a disposizione, in Sardegna, terreni che aspettavano solo il via libera della Regione. Mancava solo una cosa: il regolamento e la conseguente delibera della Regione Sardegna. Che, per l’appunto, viene definito nella supersegreta riunione di Suelli. Prima di allora Cappellacci incontra il gruppo almeno altre sei volte e sempre a Roma: il 13 e il 28 settembre; il primo e il 21 ottobre; il 26 novembre; il 9,il 13 e il 21 dicembre. «Nei giorni successivi alla riunione segreta - scrivono i carabinieri - si sono succeduti diversi abboccamenti nel corso dei quali, in attuazione della strategia concordata durante il vertice sardo, la bozza della delibera è stata consegnata da uno stretto collaboratore di Cappellacci a Marcello Garau, sodale di Carboni, con l'impegno da parte di Garau di riconsegnarla con le correzioni apportate. La restituzione del documento è poi avvenuta in data 21.12.2009».

Una riunione decisiva quella di Suelli con tanto di tecnici e di piantine dei terreni da dedicare agli impianti. Una domenica di dicembre in cui «gli illustri ospiti», spiega Carboni al telefono, «sarebbero andati a vedere com’è la Sardegna a Natale». Cappellacci in persona va all’aeroporto a prendere Verdini e dell’Utri. Tutti gli invitati alla riunione segreta sanno che l’appuntamento è all’hotel T di Cagliari, due suite sono state riservate per l’occasione. «Ma - dice Carboni - il presidente locale ha deciso di cambiare location, ha preferito una località riservata e tranquilla dove parlare in pace. Non è bene che si facciano vedere tutti insieme in un luogo pubblico». Anche Berlusconi sembra essere informato dell’incontro. Dice Carboni a Cosmi, uno dei suoi collaboratori, il 12 dicembre: «Queste persone sono invitate dal Presidente sardo a Cagliari, quelli sono venuti per lui e per tutto il suo gruppo. L’altro Presidente non verrà, resta alla Certosa».

Il 2 marzo Farris spiega a Garau «che tutto si è completamente arenato». Colpa dell’incheista sul G8. A conferma arrivano oggi anche le parole di R. M., dirigente della regione nominata da Cappellacci per cui il governatore decise di sottrarre l’affare dell’eolico ai privati (leggi Carboni) e di dare vita ad una società per azioni a partecipazione pubblica solo a marzo scorso, dopo lo scandalo dell’inchiesta G8 e il coinvolgimento di Verdini. Un alibi trovato in corsa. Prima che fosse troppo tardi.



giovedì 22 luglio 2010

UFO CAPPELLACCI

Fulgido esempio di alienazione!





Questa splendida vignetta è
tratta da:
http://www.altravoce.net/?p=649

mercoledì 14 luglio 2010

Cappellacci a Carboni: "Grande amico come stai?"


Il presidente della Regione: "Il discorso è chiuso, la procedura si è esaurita"



fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/intercettazioni-cappellacci-a-carboni:-grande-amico-come-stai/2166234


È la seconda conversazione telefonica nella quale Verdini "accontenta" l'amico Carboni e gli passa al telefono il presidente Cappellacci.
Carboni
Pronto Verdini.. eccomi Flavio.. un attimo che... Carb Sì.

A questo punto Verdini passa il cellulare a Cappellacci (ndr).
Capp: Grande amico come stai? Carb: Oh non c'è male ehh.. mi.. mi dispiace tu come stai? Capp: Io..io oggi molto bene.. oggi molto bene
Carboni ha fretta di passare al dunque.

Carb: Lo so lo so mi è stato.. ti seguo malgrado tutto.. comunque scusami se passo ad altro argomento Capp: No io non avevo avuto ritorno da Gabriele di quelle perplessità che avevo.. sollevato Carb: Ma me l'aveva manifestate.. no me l'aveva.. du.. dunque allora senti (incomprensibile) perché io gli voglio bene a Gabriele.. lo conosco probabilmente prima di te.. dunque allora dunque mi ha.. prima.. una volta proposto.. prima uno non andava bene e non.. Capp: Uh uh Carb: ah ah questo è bravissimo.. persona degnissima Capp: Uhuh Carb: Lo conosco etc etc Capp: Uhuh Carb: Dopo un po' guarda.. forse non risponde alle nostre cose.. ma gli ho detto io.. mi sono informato infatti.. ho detto guarda secondo me é.. é una persona ottima.. va bene allora è ottima eh! adesso ci ritorniamo.. francamente ma insomma.. sono un po' ecco.. Capp: No allora è successo questo ti dico perché!?

Cappellacci fa riferimento a un colloquio avuto in aeroporto con una persona che avrebbe creato qualche riserva. Non si capisce dalla conversazione a chi il presidente della Regione si riferisca ma Carboni lascia intendere di conoscere la persona in questione. Poi tornano ai loro discorsi (ndr).

Capp: Va bè va bè va bè basta basta basta! Carb: Ti di.. ti dirò di più! Capp: No.. no no guarda non ho (inc) per altro io.. io ho voluto.. Capp: Basta! Finito finito finito!

Carb: Va bene Capp: Il discorso Carb: Va bene Capp: Il discorso chiuso! Siamo pronti eh ehh Carb: (inc) Capp: Se non è domani sarà lunedì Carb: Va bene.. Capp: (inc) Carb: Se no è domani lunedì..quindi posso.. no.. perchè certe cose in corso parlando anche di Capp: No no no guarda questo è.. è.. è..la procedura si è esaurita Carb: Va bene Capp: C'era solo questo.. questo.. questa riserva Carb: Sì Capp: Nata da questo colloquio casua.. Carb: Sì Capp: Casuale.. chiarito questo Carb: Sì sì sì Capp: Fine della trasmissione

I due a questo punto si salutano (ndr): Carb: Eh grazie.. grazie Capp: Gra.. gra.. un abbraccione forte Carb: Ciao grazie ciao ciao ciao.


(La Nuova Sardegna - 14 luglio 2010)


sabato 10 luglio 2010

Appalti Eolico, invito a comparire per Governatore Sardegna


Nell'ambito dell'inchiesta su un presunto comitato d'affari che avrebbe voluto condizionare gli appalti dell'energia rinnovabile




fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/07/08/visualizza_new.html_1851087872.html





Il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci ha ricevuto dalla procura della repubblica di Roma l'avviso a comparire nell'ambito dell'inchiesta su un presunto comitato d'affari che avrebbe voluto condizionare gli appalti dell'energia rinnovabile in Sardegna.
Secondo i legali di Cappellacci il provvedimento dei magistrati presenterebbe dei vizi di forma e sarebbe per questo nullo. Il governatore ha comunque scelto di fare subito delle dichiarazioni confermando di aver ricevuto l'invito a comparire, di aver fiducia nella magistratura e di essere pronto quanto prima a chiarire la sua posizione davanti ai magistrati. Il governatore sardo figura nell'elenco degli indagati nell'ambito dell'indagine che ha portato all'arresto dell'imprenditore Flavio Carboni.

L'imprenditore Flavio Carboni, coinvolto a Roma nell'inchiesta sugli impianti eolici da effettuare in Sardegna, è stato arrestato, insieme a Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Dc nonché ex sindaco del suo paese di origine in provincia di Avellino, e all'imprenditore Arcangelo Martino, ex assessore comunale di Napoli.

Tra settembre e ottobre 2009 i tre arrestati dalla Procura di Roma, tentarono di avvicinare giudici della Corte Costituzionale allo scopo di influire sull'esito del giudizio sul cosiddetto lodo Alfano, la legge che prevedeva la sospensione del processo penale per le alte cariche dello Stato. Lo afferma il gip Giovanni De Donato, nell'ordinanza con cui ha disposto l'arresto per i tre nell'ambito dell'inchiesta sull'eolico in Sardegna, con l'accusa di associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete.

L'operazione, afferma il Gip, fu condotta da Lombardi, previo accordo con gli altri due, con cui si manteneva in costante contatto. L'episodio, conclude il giudice, si intreccia col tentativo dei tre di ottenere la candidatura dell'ex sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, alla carica di presidente della Regione Campania, in cambio appunto degli interventi compiuti sulla Corte Costituzionale. Negli ultimi mesi del 2009 e all'inizio di quest'anno Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino si sono adoperati per la candidatura di Nicola Cosentino.

Dopo l'arrivo di un provvedimento di custodia cautelare nei confronti del sottosegretario, i tre hanno cercato di favorire l'accoglimento del ricorso proposto contro questa misura grazie al rapporto tra Lombardi e il presidente della Corte di Cassazione in modo da recuperare la candidatura di Cosentino. Secondo quanto afferma il Gip nel provvedimento, dopo il rigetto del ricorso e dopo che il Pdl ha individuato in Stefano Caldoro come candidato alla Regione Campania, il sodalizio ha dato vita una intensa attività diretta a screditare il nuovo candidato in modo da escluderlo dalla competizione elettorale, tentando di diffondere all'interno del partito, e tramite internet, notizie diffamatorie sul suo conto.

Tra le operazioni degli arrestati sotto la lente di ingrandimento della Procura ci sarebbero anche i tentativi, a partire dall'ottobre 2009, posti in essere da Lombardi e diretti a pilotare, tramite pressioni esercitate su componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, la nomina a cariche direttive di magistrati graditi al sodalizio tra i quali Alfonso Marra, che aspirava alla carica di presidente della corte d'Appello di Milano. Queste iniziative, in base a quanto sostiene il Gip, puntavano a far acquisire all'associazione buoni rapporti con i dirigenti di alcuni uffici giudiziari.

INCONTRO VERDINI-CARBONE-DELL'UTRI SUL LODO - Il 23 settembre dello scorso anno, a pochi giorni dal giudizio della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, avvenne una riunione nell'abitazione romana del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, per stabilire un tentativo di avvicinamento ai giudici della consulta. All'incontro era invitato anche l'imprenditore Flavio Carboni, il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri e il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller, oltre ad Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi.

Al termine della riunione, in base a quanto scrive il Gip, Lombardi chiama Caliendo, che aveva dovuto abbandonare in anticipo l'incontro, aggiornandolo sugli argomenti trattati. Lombardi si dice disponibile a correre ai ripari in ogni modo, affermando che occorre fare la conta di quanti sono i giudici favorevoli alla bocciatura della legge e quanti quelli contrari, lavorando quotidianamente alla vicenda in vista del giudizio della Consulta previsto inizialmente per il 6 ottobre. Stesso discorso viene fatto da Lombardi a Martone e Carboni. La troppa loquacità di Lombardi e l'incontro del 23 settembre sono oggetto di una successiva conversazione tra Martino e Carboni. L'imprenditore sardo raccomanda a Martino di riferire solo con lui della questione perché Lombardi (ritenuto da entrambi fondamentale per la riuscita dei loro piani) parla troppo. Tra le personalità avvicinate da Lombardi per fare da tramite con i giudici della Consulta anche il parlamentare Renzo Lusetti, che tuttavia reagisce con imbarazzo alle telefonate. Analogo imbarazzo mostra, in una telefonata intercettata il 30 settembre, il presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli, che tenta in ogni modo di sottrarsi alle richieste pressanti di Lombardi su come avvicinare uno dei giudici chiamati a pronunciarsi sul lodo Alfano. La contropartita chiesta per tale attività di lobby è la candidatura di Nicola Cosentino alla Regione Campania, come esplicitato in una telefonata di Lombardi allo stesso sottosegretario. Il tentativo di influire sul giudizio di costituzionalità del lodo Alfano non andò però a buon fine. Il 7 ottobre 2009 la Corte boccia il provvedimento, suscitando le ire di Carboni e Martino, che accusano Lombardi del fallimento e della figuraccia fatta con i propri referenti politici, a partire da Verdini.

ARRESTATO CARBONI, IN MANETTE ALTRI DUE - "Una associazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti" caratterizzata "dalla segretezza degli scopi" e volta "a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali nonché degli apparati della pubblica amministrazione". E' quanto scrive il Gip del Tribunale di Roma, Giovanni De Donato, nel capo di imputazione dell'ordinanza (circa 60 pagine) di arresto per l'imprenditore Flavio Carboni, di Pasquale Lombardi, ex esponente della Dc e dell'imprenditore napoletano, Arcangelo Martino.

Il legale di Carboni, Renato Borzone, ha fatto sapere che presenterà immediato ricorso al Tribunale della libertà contro il provvedimento che gli è stato appena notificato.

Il fascicolo che ha portato agli arresti nasce da uno stralcio, aperto quest'anno, dell'inchiesta sugli appalti per l'eolico in Sardegna in cui è coinvolto, tra gli altri, anche il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci.

La richiesta d'arresto di Carboni e dell'ex esponente della Dc Campana, Pasquale Lombardi, è stata fatta dal pm della procura di Roma, Rodolfo Sabelli e accolta dal gip Giovanni De Donato. Carboni, che ha 78 anni, è stato trasferito alle prima luci dell'alba, dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma, presso il carcere di Regina Coeli mentre Lombardi, che vive ad Avellino, si trova attualmente nella casa circondariale irpina di Bellizzi. L'ipotesi di reato è quella di associazione a delinquere e di violazione degli articoli 1 e 2 della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Il filone di indagine è collegato all'inchiesta della procura capitolina su un presunto comitato d'affari che avrebbe gestito l'assegnazione di una serie di appalti pubblici in Sardegna per la realizzazione di parchi eolici.

DIFESA CARBONI: ARRESTO ASSURDO - "Dopo averlo solo sospettato, la lettura dell'ordinanza di sociologia giudiziaria della Autorità giudiziaria di Roma dà conferma che il nulla probatorio emerso da mesi di indagine è sfociato in un arresto assurdo e ingiustificato, tra l' altro nei confronti di un quasi ottantenne con esiti di patologie cardiache e infartuali, per un reato associativo (la cd legge Anselmi) che è la metafora della deriva delle inchieste giudiziarie di questo paese". E' quanto afferma l'avvocato, Renato Borzone, difensore dell'imprenditore Flavio Carboni arrestato oggi dai carabinieri su richiesta della Procura di Roma. "Nessuna prova di reati specifici - prosegue - ed allora si va alla ricerca di fattispecie associative addirittura risibili. Se, come sempre è finora accaduto, Carboni troverà un giudice a Berlino sarà prima o poi scagionato da questi addebiti. Diversamente, bisognerà ancora combattere per fare riconoscere la differenza tra addebiti penali e addebiti moralistici. Nel frattempo, la difesa cercherà di capire quali sono i meccanismi di assegnazione dei processi negli uffici giudiziari romani".

BERSANI, EMERGE QUADRO ALLUCINANTE - "Quanto emerge dall'inchiesta descrive un quadro allucinante". Lo ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, commentando a margine della Festa dell'Unità di Roma le inchieste sugli appalti per l'eolico. "Dico solo due cose - ha aggiunto Bersani - e cioé i magistrati vadano fino in fondo, e il governo per favore venga in parlamento a dirci qualcosa su questa vicenda".

DI PIETRO: ATTENTATO ALLO STATO DI DIRITTO - "La vicenda sugli appalti dell'eolico raccontata dal gip nella sua ordinanza e dalla quale emerge un tentativo chiaro di condizionare l'attività della magistratura, è un vero e proprio attentato allo Stato di diritto". Lo afferma il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commentando l'ordinanza del gip Giovanni Di Donato sull'inchiesta relativa agli impianti eolici. "Se corrispondesse alla realtà, sarebbe un verminaio dietro al quale si nasconde il progetto di una loggia massonica di sovvertire l'assetto socio-politico-istituzionale del Paese. Il puzzle sta per essere completato - prosegue Di Pietro - e porta la firma del Piano di Rinascita Democratica della P2, gloriosa loggia massonica i cui affiliati ricoprono ruoli di primissimo piano nelle istituzioni. Adesso non resta che affidarsi ai magistrati affinché facciano al più presto chiarezza".

D'ALIA: QUADRO TORBIDO, ATTI ALL'ANTIMAFIA - Sta emergendo "un quadro torbido e preoccupante per l'Italia e le sue istituzioni: sembrerebbe infatti di essere di fronte a un sistema di potere che va ben oltre la gestione degli appalti, ma che mira a condizionare, intimidire e assoggettare parti dello Stato", afferma il presidente dei senatori dell'Udc, Gianpiero D'Alia che suggerisce alla Commissione Antimafia di acquisire gli atti relativi alle indagini. "E' necessario - spiega D'Alia - che le indagini facciano la massima chiarezza su ogni aspetto senza trascurare nulla, perché sembra proprio che non si stia parlando solo di furbetti o di cricche, ma di un'organizzazione con un disegno criminale molto più ambizioso, che riporta purtroppo alla mente tristi episodi della nostra storia repubblicana".

giovedì 8 luglio 2010

L'affare dell'eolico in Sardegna

In manette l'imprenditore Flavio Carboni, l'ex Dc Pasquale Lombardi e l'imprenditore Arcangelo Martino. L'episodio, conclude il giudice, si intreccia con il tentativo dei tre di ottenere la candidatura di Cosentino in Campania, in cambio di interventi sulla Corte Costituzionale

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2010/07/08/visualizza_new.html_1851145530.html


Gli arresti effettuati
(di Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino) nascono da uno stralcio, aperto quest'anno, dell'inchiesta sugli appalti per l'eolico in Sardegna in cui sono coinvolti, fra gli altri, anche Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl; Ugo Cappellacci, presidente della Regione Sardegna; Ignazio Farris, presidente dell'Arpas Sardegna; Franco Piga, presidente dell'Autorita' d'Ambito territoriale della Sardegna; Pinello Cossu, consigliere provinciale di Iglesias. A fine aprile vi era stato un un blitz dei Carabinieri del Nucleo operativo di Roma nel palazzo di viale Trento della Regione Autonoma della Sardegna. I militari, su incarico del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, avevano acquisito, infatti, tutti i progetti sull'eolico presentati all'Assessorato regionale dell'Industria e l'operazione si era svolta nel massimo riserbo senza alcuna comunicazione ufficiale alla magistratura cagliaritana che indaga, come si appreso successivamente, su analoghe vicende legate alla presentazione di progetti per le energie rinnovabili. Nella sede dell'Assessorato erano state acquisite tutte le pratiche riguardanti domande presentate da privati a partire dal 2009. Dal canto suo l'attuale Giunta regionale, guidata da Cappellacci (Pdl), ha messo in atto gia' da tempo una serie di iniziative per evitare speculazioni da parte dei ''signori del vento''. E' stato approvato nel 2009 anche un provvedimento che blocca le domande dei privati, mentre a inizio 2010 sono state approvate delibere che escludono impianti eolici off shore lungo le coste sarde ed e' stata decisa la creazione dell'Agenzia regionale che dovrebbe gestire la programmazione degli impianti a terra.


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